“In Emilia-Romagna, oltre 10 mila sono le aziende che hanno vertenze aperte per l’utilizzo degli ammortizzatori sociali, anche in deroga. Sono esempio degli effetti negativi della crisi, che colpisce duro anche nella nostra regione”.
Così Giorgio Graziani, neo responsabile della Cisl emiliano-romagnola, in un incontro stampa.
“I fronti aperti sono tanti –dice-. L’ultimo in ordine di tempo con eco nazionale è quello dell’Omsa di Faenza, dove 350 donne rischiano il posto di lavoro. Insieme a Cnh ed Emilceramica sono tutti esempi di aziende regionali in difficoltà –osserva il sindacalista-, che gli ammortizzatori sociali tamponano, ma una volta che questi cessano bisogna trovare soluzioni alternative alla perdita del posto di lavoro”.
L’apertura di tavoli istituzionali (presente sempre la Regione) su tutto il territorio, secondo il segretario Cisl, ha consentito sino ad oggi di individuare in alcuni casi soluzioni alternative al blocco della produzione, attraverso incentivi a ristrutturazioni, corsi di formazione, ammortizzatori sociali, prepensionamenti. “Purtroppo –accusa Graziani- sono tante le imprese che approfittano della crisi, scaricando sui lavoratori e la collettività la loro mancanza di investimenti e di strategia di prospettiva”.
Vertenza Fiat, la protesta di mercoledì (2 febbraio) dei lavoratori del gruppo, sarà anche in ER davanti a Maserati, Ferrari, Cnh. “Perché tante sono le aziende collegate direttamente o tramite l’indotto”. Nel merito Graziani osserva come “di fronte ad una Fiat che da un lato chiede denaro pubblico e dall’altro non offre prospettive a tutto il suo sistema nazionale e magari guarda all’estero, sia giusto mettersi davanti ai cancelli”.
Se i presidi davanti alle prefetture od ai cancelli di aziende, in tutto il territorio regionale, sono sintomi della crisi, ci sono i presidi organizzati e quelli autogestiti, “su cui non sempre è chiara la motivazione”. “La Cisl –ribadisce il segretario regionale- è presente in tutti i presidi che difendono il lavoro e le persone coinvolte nella crisi di quell’azienda, a sostegno delle ragioni dei lavoratori ed accanto ai sindacati di categoria che in quel momento difendono il futuro dei lavoratori e delle loro famiglie”.
Circa le priorità per il prossimo governo della Regione, Graziani non ha dubbi: “Dare continuità alle attività di concertazione che hanno portato alla stipula tra tutti gli attori regionali del ‘patto per attraversare la crisi’. Tra i primi atti del nuovo governatore ci sia quello di incontrare le parti sociali per concertare soluzioni ai problemi occupazionali, che vadano oltre l’emergenza e predisporre le basi per un nuovo sviluppo”.
Campagnoli (ex sindacalista Cgil ed ora assessore regionale) sindaco di Bologna? “La Cisl non entra nelle campagne elettorali –risponde Graziani- però persone che abbiano svolto ruoli di rappresentanza ed attenzione al sociale possono vantare curriculum apprezzabili. Comunque, sempre la Cisl valuterà gli eletti in base ai loro programmi ed a quello che faranno. Prima si dà una struttura stabile ad un’amministrazione –conclude il responsabile regionale Cisl- prima tutti avranno gli interlocutori per risolvere i problemi della città”.
2 febbraio 2010
Ileana Rossi, ufficio stampa Cisl ER