"Il personale del trasporto ferroviario locale è al minimo e rischia il collasso, con problemi anche per la sicurezza degli utenti, ormai non c'è più neanche il fondo del barile da raschiare. La Regione dà un contributo economico notevole al contratto di servizio e dovrebbe alzare di più la voce, avere di più un ruolo di governo".
E’ questa la critica del segretario generale dei lavoratori dei trasporti Cisl (Fit-Cisl) dell'Emilia-Romagna, Vincenzo Curcio che insieme ai dirigenti bolognesi e nazionali del sindacato e al segretario generale della Cisl di Bologna Alessandro Alberani, in un incontro stampa ha spiegato i motivi dello sciopero nazionale del trasporto locale organizzato venerdì 19 febbraio da Cgil, Cisl e Uil per treni e bus.
Se per le ferrovie l'astensione è dalle 10 alle 14, per i bus diversi sono gli orari in ogni città. Lo sciopero nazionale è motivato dalla rottura delle trattative sulla parte normativa del contratto che non ha ancora affrontato le richieste economiche.
Ma "da parte nostra non c'è nessuna richiesta salariale –dice Michele Imperio, della segreteria nazionale della Fit-Cisl- Sono le aziende che vogliono il massimo profitto con più flessibilizzazione sul lavoro".
Risultato: lo sciopero di venerdì rinforzato in Emilia-Romagna dai tanti problemi locali riguardanti il personale insufficiente e la manutenzione delle linee. Solo nel Cit-Consorzio Trasporto Integrato costituito da Trenitalia e da Fer (e il cui contratto di servizio viene finanziato dalla Regione con 98 milioni di euro all' anno) "mancano 200 persone -sottolinea Curcio-, spiegando come ci siano "turni saturati", con macchinisti e capitreno che devono scendere da un treno e salire subito su un altro, con una notevole dose di stress, ancora più grave se si pensa alle responsabilità che toccano pure la sicurezza dei viaggiatori. Problema aperto anche per manutenzione delle linee. "Oggi si tende a non fare più quella ordinaria, che in passato avveniva tutti i giorni, proprio per scarsità di personale, che viene allertato solo quando ci sono guasti. Ormai si fa solo il 15-20% di manutenzione ordinaria e per il resto si ricorre a quella straordinaria", spiega ancora Curcio. Poi ci sono i treni soppressi: “Ogni giorno in Emilia-Romagna sono tre-quattro –osserva il sindacalista- e non sappiamo perche, oltre a ritardi, situazioni critiche del personale anche di uffici e officine”. "Abbiamo pure scritto al Prefetto ma non abbiamo avuto risposta –dice il responsabile della Fit-Cisl di Bologna, Aldo Cosenza”. “Sappiamo che gli utenti avranno dei disagi e ci dispiace, ma questo sciopero serve anche a loro -sottolinea Alberani-“.
In Emilia-Romagna ci sono circa 1.350 km di rete ferroviaria, di cui 1.000 di competenza statale e 350 regionale. Circolano più di 800 treni al giorno con 130.000 viaggiatori (4,75 milioni all'anno su rete regionale e 33,6 milioni su rete nazionale). I servizi ferroviari di attribuzione della Regione Emilia-Romagna sono gestiti dal Consorzio Trasporto Integrato-CTI (Trenitalia-Fer), che conta 1.191 addetti Trenitalia e 753 addetti Fer.
18 febbraio 2010
Ileana Rossi, ufficio stampa Cisl ER