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Agricolutura. Sindacati scrivono ai parlamentari: “No alla reintroduzione dei voucher”

(Bologna, 12 luglio 2018) Nel settore agricolo, oltre alla prestazione di lavoro occasionale, già esistono “gli strumenti normativi e contrattuali anche per una sola giornata di lavoro all’anno”. Strumenti che “consentono ai lavoratori agricoli di poter avere diritti contrattuali, assistenziali, previdenziali e d’integrazione al reddito (disoccupazione agricola) che, con i voucher, sarebbero completamente esclusi”. Il mercato agricolo ha “bisogno di ben altri interventi, come la piena applicazione della legge contro il caporalato”.

E’ in estrema sintesi quanto scrivono da Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil dell’Emilia-Romagna, i sindacati di categoria confederali del settore agroalimentare, in una lettera ai parlamentari del territorio, chiedendo loro un incontro dopo le recenti dichiarazioni da parte di alcuni ministri del governo riguardo a una possibile reintroduzione di tale pratica.

Nella lettera si evidenzia come “gli interventi legislativi che hanno introdotto il contratto di prestazione occasionale in sostituzione dei voucher” abbiano rappresentato “importanti passi nella giusta direzione, permettendo a migliaia di lavoratori di emergere dal lavoro nero”. Inoltre, nella missiva, i sindacati segnalano, tra l’altro, che in Emilia-Romagna i lavoratori agricoli sono oltre 92.000 (il 90% ha un contratto di lavoro stagionale) dei quali 36.000 hanno registrato nel 2016 meno di 51 giorni di lavoro.

 

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