(Bologna, 14 marzo 2026) “E’ stata una prima tappa lunga e impegnativa che ha portato alla definizione del quadro generale e delle scelte strategiche da compiere. Ora prende il via l’opera vera, con l’inizio dei lavori sul riordino ospedaliero, sul rafforzamento della medicina territoriale, sulle case di comunità, sul nuovo strumento delle aggregazioni funzionali territoriali e naturalmente sulla necessità di valorizzare il personale. Un’altra forte criticità, visto che è del tutto evidente l’urgenza di un grande investimento sul capitale umano, sia dal punto di vista delle retribuzioni sia da quello delle condizioni di lavoro. Quindi, tanti temi fondamentali che devono portare alla definizione del nuovo piano sociosanitario”.
Così questa mattina Filippo Pieri, nella puntata de “La finestra sui fatti”, la rubrica settimanale condotta da Matteo Cimatti che va in onda ogni sabato su Radio Flyweb, dove ha parlato di ‘Agenda Sanità’, l’intesa che la Regione e le segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil hanno sottoscritto pochi giorni fa a Bologna. Una firma che arriva dopo molti mesi, alla fine di un tragitto non certo facile, dovuto in particolare alle traversie scaturite dalla manovra tariffaria contenuta nella legge di bilancio dello scorso anno.
“Un piano sociosanitario – ha continuato il segretario generale Cisl ER – che è scaduto nel 2019 e che si riferiva a un mondo che dopo la pandemia da Covid e le guerre non esiste più. Di conseguenza diventa urgente e necessario rifarlo, con questa ‘Agenda’ che così assume un indispensabile carattere di propedeuticità nell’elaborazione del nuovo piano”.
Alla luce dei fatti, l’intesa firmata tra Regione e sindacati lo scorso 10 marzo, oltre a definire il quadro d’indirizzo per rafforzare e adeguare il sistema sanitario regionale alle nuove sfide, risulta essere “un metodo di lavoro partecipato e condiviso sulle tematiche sanitarie e sociosanitarie che presuppone un vero e proprio confronto costante su strategie e obiettivi da condividere”. “In Emilia-Romagna, insieme, abbiamo scelto la strada del confronto preventivo tra Regione e organizzazioni sindacali prima che l’Amministrazione regionale stabilisca l’adozione degli atti”. Scelta certamente di non poco conto, se si considera che la stragrande maggioranza del bilancio regionale è dedicato proprio alla sanità e al sociale.

