Parola al Segretario Ultim'ora

Europa. Crisi aziendali, Pieri: “Manca una politica industriale comune: tante azioni regolatorie e poche strategie”

(Bologna, 23 maggio 2026) “All’Europa manca una regia comune. Nella gestione delle crisi, nei tentativi di proteggere e salvare filiere produttive o nell’incentivare i settori in difficolta, purtroppo, la presenza dell’Unione si percepisce poco. Sono tanti gli strumenti e le risorse a disposizione, ma una vera e definita politica industriale non c’è: tante azioni regolatorie e poche strategie unitarie. Un problema serio in un contesto internazionale sempre più competitivo e duro, anche dal punto di vista economico-finanziario. In un ambito internazionale molto complesso come quello che stiamo attraversando, serve un cambio di passo, l’UE deve assumersi la responsabilità di diventare un attore protagonista“.
Così questa mattina Filippo Pieri, nella puntata de “La finestra sui fatti”, la rubrica settimanale condotta da Matteo Cimatti che va in onda ogni sabato su Radio Flyweb, dove ha parlato delle  difficoltà del sistema produttivo regionale e dei ritardi storici di quello italiano nel contesto europeo e internazionale.
In una fase di rallentamento dell’economia italiana in cui i ritardi storici (costo  dell’energia, produttività, ritardo infrastrutturale, latitanza di investimenti in ricerca e sviluppo, burocrazie etc etc) si sommano alle difficoltà di un panorama internazionale in profondo cambiamento, le conseguenze si abbattono direttamente sulle imprese e sul contesto sociale e occupazionale. Difatti, sebbene in maniera ridotta, i dati parlano di un saldo in negativo del numero di imprese. “In questo quadro a tinte fosche – ricorda il segretario generale della Cisl ER – l’aspetto positivo è che aumentano le società di capitale rispetto a quelle di natura individuale, aspetto che indica in prospettiva una maggior robustezza del sistema produttivo emiliano-romagnolo. Ad ogni modo, con l’auspicio che questo segnale diventi strutturale e non passeggero, bisogna fare di più. Sono troppe le realtà aziendali in bilico”.
“Elecrolux e Gambro  – ha concluso il leader di via Milazzo – sono solo due casi emblematici delle tante crisi aziendali che stanno segnando il nostro territorio. Per provare a incidere e a invertire la rotta, bisogna mettere in campo tutti gli strumenti a nostra disposizione attraverso un’azione unitaria e sinergica di istituzioni, parti sociali e organizzazioni datoriali. Anche per questo speriamo che anche sul fronte del Patto per il lavoro e per il clima e l’economia sociale nei prossimi giorni ci siano delle novità“.

Sull'Autore

Ufficio Stampa