(Bologna, 27 giugno 2026) “La partenza di un percorso di elaborazione che la Cisl fa con rigore e visione per aprire il confronto, la discussione con il mondo del lavoro, le istituzioni, la politica sulle nuove sfide che il Paese ha davanti”. Così questa mattina Filippo Pieri a “La finestra sui fatti”, la rubrica settimanale che va in onda ogni sabato su Radio Flyweb, dove ha parlato del progetto di un Libro Verde pensato da via Po che ha mosso i suoi primi passi nella cornice simbolica del Centro Studi di Firenze, dove lo scorso 12 giugno il Comitato Esecutivo confederale si è riunito in una sessione di studio. Un’iniziativa che già nel titolo ha mostrato le proprie intenzioni: “Verso un Libro Verde: per un Patto sociale di sviluppo, lavoro e coesione”.
Scenario macroeconomico e sostegno alla crescita, relazioni industriali, innovazione nel welfare, formazione, politiche abitative, partecipazione e difficoltà del mercato del lavoro, con particolare attenzione a donne e giovani. Sono questi i temi di un’intera giornata costruita come un vero e proprio laboratorio di idee, una giornata in cui le voci di esperti di alto profilo del nuovo think tank CisLab si sono alternati nel dibattito. “Non, dunque, un punto d’arrivo, ma un cantiere di idee che prende il via per investire sul lungo periodo, sulla capacità di tracciare una direzione strategica che possa portare a un patto sociale con cui governare questo paese”.
Un momento particolarmente complicato per l’intero paese, ma che sta caratterizzando anche l’Emilia-Romagna dove, dopo le difficoltà della manifattura, arrivano scricchiolii anche dal settore costruzioni, come testimoniano i dati di Unioncamere ER di qualche giorno fa. “Nell’edilizia, dopo una fase di crescita, con la progressiva chiusura dei cantieri finanziati dal PNRR- ha continuato il leader cislino-, è in arrivo un forte rallentamento nel 2026 e, con ogni probabilità, una flessione nel 2027. Un settore che risulta tuttora un volano importantissimo per l’economia regionale, ma che paga il dazio di avere un sistema d’imprese molto frammentato: sono pochissime quelle che superano i 50-60 dipendenti. Difficoltà che poi inevitabilmente ricadono nella sfera lavorativa”. “E tutto – ha sottolineato Pieri – in un ambito che invece avrebbe l’impellente bisogno di tanti interventi: da quelli sulle infrastrutture, a quelli sulle politiche abitative e la rigenerazione urbana, fino ad arrivare all’irrinunciabile cura del territorio“.
Infine, e non poteva essere altrimenti, l’ultima parte dell’intervista condotta da Matteo Cimatti è dedicata alle purtroppo incessanti e devastanti morti sul lavoro, che anche questa settimana, in particolare nell’imolese e nel modenese, hanno drammaticamente sfregiato non solo il nostro territorio, ma anche tutto il resto della penisola. Tragedie a cui in questi giorni si sommano anche le conseguenze relative alle ondate di calore. “Di proposte e misure per porre un argine ne abbiamo già parlato tante volte- ha concluso il numero uno di via Milazzo -, in questo momento voglio solo esprimere la nostra vicinanza, la nostra solidarietà, le nostre condoglianze alle famiglie delle vittime e ricordare che tutti … tutti … tutti, sindacati, associazioni imprenditoriali e istituzioni, abbiamo il dovere di lavorare insieme per ridurre e azzerare questa sciagura sui luoghi di lavoro“.

