Comunicati Stampa Parola al Segretario Ultim'ora

Donne. Pieri: “Dedicheremo una parte consistente della formazione Cisl 2024 al contrasto della disparità di genere”

(Bologna, 9 marzo 2024) “Una parte considerevole della formazione 2024 della Cisl Emilia Romagna sarà indirizzata al contrasto della disparità di genere, tema di assoluta priorità su cui da tempo facciamo iniziative durante tutto l’arco dell’anno. Gender gap che è ancora troppo rilevante su molti fronti, in particolare su quello retributivo, dove il gender pay gap mostra tuttora differenze retributive consistenti a parità di mansioni svolte tra uomini e donne. Differenze che nella nostra regione si attestano intorno al 20%”.

E’ quanto ha detto oggi Filippo Pieri a “La finestra sui fatti”, nella consueta rubrica settimanale che va in onda ogni sabato mattina su Radio Flyweb, dove in occasione delle celebrazioni dell’8 marzo ha parlato della condizione della donna e delle storture nella parità di genere che ancora caratterizzano anche le comunità emiliano-romagnole.

“Se non si vogliono aspettare i 132 anni previsti dall’analisi del Global Gender Gap Report per raggiungere le pari opportunità – e lo dico chiaramente in maniera provocatoria, ha continuato il segretario generale della Cisl ER – dobbiamo agire subito sul fronte della contrattazione, certamente su quella nazionale, ma soprattutto su quella aziendale. E’ in particolare quest’ultima che può aiutare a cogliere le esigenze specifiche delle lavoratrici e, agendo su organizzazione, orari e carichi di lavoro, adattarsi alle specificità delle singole aziende e a quelle scaturite dal territorio in cui si opera”. “Senza mai dimenticare – ha continuato – che a ciò va aggiunta un’attenzione specifica da dedicare alla contrattazione sociale, vale a dire alle politiche sociali, al welfare e a tutti quei servizi che le istituzioni locali devono mettere in campo per rispondere alle esigenze delle famiglie, e in particolare delle donne”.

E in Emilia Romagna? “Siamo in ritardo anche qui, sebbene la situazione sia certamente migliore rispetto ad altre parti del Paese. Ci sono segnali incoraggianti, con strumenti importanti come la certificazione di genere, introdotta per legge nel 2021, per le imprese pubbliche e private che hanno adottato politiche per la riduzione del divario fra donne e uomini in materia  salariale, favorito le opportunità di crescita per le donne, tutelato la maternità e le politiche per favorire la parità, tuttavia il quadro generale denota ancora grande sofferenza. L’adesione è su base volontaria e fino ad oggi sono solo 300 le aziende certificate – 1600 in tutt’Italia – a fronte delle 400 mila aziende presenti sul territorio regionale”.

 

 

 

Sull'Autore

Ufficio Stampa