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Primo Maggio, Pieri : “Ecco perché parleremo di ‘lavoro dignitoso'”

(Bologna, 18 aprile 2026) “Perché per il Primo Maggio è stato scelto il “lavoro dignitoso”? Perché quella scelta significa rimettere al centro del dibattito il lavoro, e non solo come semplice posto di lavoro, ma facendo attenzione alla sua qualità. Qualità che si traduce in un lavoro  sicuro, stabile, giustamente retribuito e che permetta di costruire un progetto di vita. In una fase in cui il mondo del lavoro sta cambiando velocemente, la necessità di scegliere quel tema nasce dall’osservazione quotidiana della realtà nei luoghi di lavoro e nei territori, così come dalle storie delle persone che incontriamo e che rappresentiamo. Ecco perché il Primo Maggio non è un rituale o una scelta simbolica, ma un impegno indirizzato a costruire un lavoro che dia dignità e su cui poggiano le fondamenta della democrazia, della coesione sociale, della libertà e dell’autodeterminazione”.

È quanto ha affermato questa mattina Filippo Pieri, nella puntata de “La finestra sui fatti”, la rubrica settimanale condotta da Matteo Cimatti che va in onda ogni sabato su Radio Flyweb, dove ha parlato dell’imminente Festa dei Lavoratori, dopo che proprio nei giorni scorsi Cgil, Cisl e Uil hanno annunciato che sarà Marghera, in provincia di Venezia, a ospitare l’evento nazionale con i tre segretari generali Maurizio Landini, Daniela Fumarola e Pier Paolo Bombardieri. Oltre naturalmente a tutte le altre iniziative che ci saranno anche in tutte le piazze della nostra regione, tra cui quella di Fidenza, in provincia di Parma, dove nel pomeriggio, dopo aver partecipato all’appuntamento nazionale della mattinata, è previsto un comizio dello stesso segretario generale regionale della Cisl.

Mentre, la prima parte dell’intervista condotta da Matteo Cimatti è stata dedicata alla comunicazione. “Una comunicazione – sottolinea il numero uno di via Milazzo – che deve mostrare coerenza tra quello che siamo, quello che facciamo e quello che vogliamo raccontare. Quindi non uno strumento per costruire facile consenso, ma un mezzo per rafforzare la fiducia e la partecipazione democratica, scongiurando la possibilità che populismi, facili semplificazioni e scorciatoie possano trovare terreno fertile. Serietà, autonomia e responsabilità devono continuare a caratterizzare il nostro modo di raccontare “.

“Se non spieghiamo quello che facciamo, e quelle della Cisl sono solitamente posizioni articolate, ragionate e complesse, corriamo il rischio di generare una distanza tra persone e organizzazioni che le rappresentano. Non basta esprimere il proprio punto di vista, occorre anche far capire nel concreto quali sono gli effetti che potrebbero generare le proposte che facciamo sulla vita delle persone”, ha concluso Pieri.

Primo Maggio a Marghera. Al centro il tema del “lavoro dignitoso”

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