(Bologna, 4 luglio 2026) “Al di là di brevi incontri interlocutori, sono passati tre mesi dall’ultima riunione ufficiale per il rinnovo del Patto per il lavoro e per il clima, ora apprendiamo a mezzo stampa che l’intesa sarebbe in dirittura d’arrivo. Lo auspichiamo, anche se a noi, che siamo tra i firmatari, questa ricostruzione non risulta. Il rischio vero non è che le cose non si facciano, come dimostra l’apprezzata misura sull’economia sociale messa in campo da viale Aldo Moro nei giorni scorsi, ma che si vada avanti a spot, senza una strategia condivisa, perdendo così quel senso dell’agire comune, quella responsabilità comune che da sempre caratterizza le relazioni industriali e costituisce il vanto di questa regione”.
Così questa mattina Filippo Pieri, nella puntata de “La finestra sui fatti”, la rubrica settimanale condotta da Matteo Cimatti che va in onda ogni sabato su su Radio Flyweb, dove, nel parlare dei primi passi mossi dall’economia sociale con la il primo bando da 5 milioni di euro ‘per realizzare in Emilia-Romagna ecosistemi territoriali innovativi’, una misura peraltro molto apprezzata da via Milazzo, ha fatto un breve accenno al preoccupante ritardo che continua ad accumularsi sulla nuova intesa.
“Nel nuovo Patto di cui si discute da tempo – ha proseguito il segretario generale della Cisl ER -, il tema dell’economia sociale è presente fin dalla prima ora, tanto che la Cisl ne ha sempre sostenuto la centralità. Difatti, se mai si dovesse arrivare alla firma, cosa che noi auspichiamo con convinzione, il nuovo titolo dovrebbe essere non a caso ‘Patto per il lavoro, per il clima e l’economia sociale’. Anche per questo sia convinti che nell’attuale confronto che attiene l’economia sociale ci sia la necessità di coinvolgere le parti sociali insieme a tutti i soggetti firmatari”.
“Economia sociale – ha concluso il numero uno cislino – che è giustamente indicata come una leva strategica per lo sviluppo del territorio e non è più un mero supporto all’economia tradizionale, ormai non più in grado di ridurre le diseguaglianze che le grandi transizioni in atto stanno accentuando. Si tratta, dunque, di un’idea semplice e allo stesso fortemente innovativa in cui, insieme alle imprese tradizionali, si coinvolgono anche istituzioni, mondo della cooperazione, imprese sociali, associazioni e volontariato, con l’intento dichiarato di arrivare ad un nuovo modello che non crei solo valore economico, ma anche valore sociale. Un nuovo modello che attraverso la creazione di reti tra realtà diverse, possa andare a vantaggio di tutti tenendo insieme crescita, e quindi profitto, e coesione sociale. In questo senso, un plauso va all’Emilia-Romagna, prima Regione in Italia ad affrontare con concretezza questo tema”.

