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Buoni pasto in smart working ai dipendenti regionali, lettera aperta Cisl Fp ER all’assessore regionale Baruffi: “Basta rinvii, il contratto è chiaro”

Buoni pasto in smart working ai dipendenti regionali: basta rinvii, il Contratto è chiaro.

Lettera aperta all’assessore al Bilancio della Regione Emilia-Romagna, Davide Baruffi

“Gentile assessore Baruffi,

abbiamo letto le Sue dichiarazioni del 7 luglio in risposta all’interrogazione sul riconoscimento del buono pasto nelle giornate di lavoro agile. Le leggiamo con rispetto, ma anche con una crescente preoccupazione.

Da una parte Lei afferma che non esiste un obbligo giuridico di riconoscere il buono pasto nello smart working, dall’altra riconosce che il nuovo CCNL delle Funzioni Locali ha introdotto una significativa novità, prevedendo espressamente la possibilità di erogarlo anche nelle giornate di lavoro agile, rinviando la disciplina alla contrattazione integrativa.

Come CISL FP Emilia-Romagna riteniamo che questo istituto sia già oggi concretamente applicabile. È la posizione che sosteniamo fin dalla sottoscrizione del contratto nazionale e che abbiamo formalizzato già il 5 marzo scorso, chiedendo l’apertura urgente del confronto e l’applicazione dell’istituto con decorrenza dal 23 febbraio 2026.  

Da allora sono trascorsi oltre quattro mesi. Quattro mesi nei quali non è stato convocato nemmeno un tavolo dedicato. Quattro mesi nei quali, nonostante i ripetuti solleciti della CISL FP ER, anche nel corso degli incontri sindacali, la Regione non ha trovato il tempo di discutere una questione che riguarda migliaia di lavoratrici e lavoratori.

Per questo motivo ci sorprende leggere oggi che “la materia sarà affrontata in contrattazione”. La domanda è semplice: quando?

Perché se davvero la Giunta ritiene che il luogo deputato sia il tavolo negoziale, allora quel tavolo va convocato immediatamente. Non è sufficiente dichiarare pubblicamente la disponibilità al confronto se, nei fatti, il confronto non viene mai aperto.

C’è poi un tema che va oltre il solo valore economico del buono pasto. Ogni giorno sentiamo parlare della necessità di rendere la Pubblica Amministrazione più attrattiva, di valorizzare il capitale umano, di trattenere competenze, di investire sulle persone.  Sono obiettivi che condividiamo, ma allora bisogna essere coerenti.

Perché il riconoscimento del buono pasto nelle giornate di lavoro agile non rappresenta soltanto un beneficio economico: è un segnale concreto di attenzione verso chi ogni giorno garantisce il funzionamento dell’Ente. È una misura che contribuisce a rendere la pubblica amministrazione un datore di lavoro competitivo, capace di attrarre e soprattutto di trattenere professionalità qualificate.

Per questo motivo lascia perplessi che, ancora una volta, il principale argomento richiamato sia quello della “disponibilità finanziaria”. Le risorse pubbliche richiedono certamente equilibrio e responsabilità, ma le risorse non sono un alibi, sono una scelta politica.

Quando si afferma che il personale rappresenta il patrimonio più importante della Regione, questa convinzione deve tradursi concretamente altrimenti il rischio è che quelle parole perdano progressivamente credibilità agli occhi delle lavoratrici e dei lavoratori.

Il lavoro agile, inoltre, non è un favore concesso ai dipendenti, è una modalità organizzativa che la stessa Regione ha scelto di adottare e che produce vantaggi anche per l’Amministrazione: maggiore flessibilità, riduzione dei costi di gestione, minori consumi, migliore sostenibilità ambientale e una migliore conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

Non è comprensibile che proprio chi contribuisce a questi risultati venga penalizzato sotto il profilo economico, per questo chiediamo chiarezza.

Il nuovo contratto consente già oggi il riconoscimento del buono pasto nello smart working, la Regione proceda senza ulteriori ritardi. Se invece la Giunta ritiene indispensabile disciplinare la materia in sede di contrattazione integrativa, sia coerente: dia immediatamente seguito alle Sue dichiarazioni e convochi le Organizzazioni sindacali fissando una data certa per l’avvio della contrattazione.

Le lavoratrici e i lavoratori della Regione Emilia-Romagna meritano rispetto, coerenza e risposte.

La CISL FP Emilia-Romagna continuerà a rivendicare con determinazione queste richieste, mettendo in campo, se necessario, anche azioni concrete. Perché la valorizzazione del personale si dimostra con il rispetto del CCNL e con fatti e provvedimenti concreti. Noi continueremo a essere al fianco dei lavoratori, tutelandone i diritti e sostenendone con forza le legittime rivendicazioni”.

CISL FP Emilia-Romagna

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Ufficio Stampa