(Bologna, 3 settembre 2026) Come sta cambiando il lavoro di cura e perché è diventato un pilastro del welfare italiano e regionale? Come sono cambiate le strutture delle famiglie e i bisogni assistenziali, soprattutto in presenza di non autosufficienza e patologie croniche?
In Italia, in pochi anni, nel settore domestico e assistenziale si è passati dai circa 147 mila rapporti di lavoro del 1990 a circa 800 mila rapporti regolarmente registrati nel 2024, ai quali si aggiunge una consistente quota di lavoro sommerso, grigio e nero, mentre in Emilia-Romagna i rapporti regolari si aggirano intorno ai 70 mila. Tra questi, circa il 93% sono lavoratrici, di cui più dell’86% di origine straniera. Nel computo delle provenienze prevalgono i Paesi dell’Est Europa con circa il 68%.
Un cambiamento in continuo divenire del lavoro di cura che sta influenzando la stessa figura di queste lavoratrici, specie nella nostra regione, dove nel 2024 il 40% delle assistenti familiari aveva più di 60 anni, contro il 27,2% del livello nazionale, mentre solo il 4,6% era al di sotto dei 35 anni. Dato in netto calo rispetto al 6,6% del 2020.
Difficoltà che si estendono anche alle professioni sanitarie e socio-assistenziali. Ambito in cui la sfida non può essere indirizzata soltanto sull’avere un numero maggiore di operatori, ma su come costruire un sistema nel quale sia bello e dignitoso lavorare nella cura.
Per rispondere a queste ed altre domande, lunedì 7 settembre, a Bologna, presso il salone Bondioli della sede Cisl Emilia-Romagna, dalle ore 10 alle ore 12.30, ci sarà la presentazione del Rapporto IDOS 2025 con un approfondimento specifico sui ruoli di cura.
Ai lavori saranno presenti, tra gli altri, il presidente nazionale del centro studi e ricerche IDOS Luca Di Sciullo, l’assessora regionale al welfare Isabella Conti e il segretario nazionale CISL Sauro Rossi.
Locandina presentazione Rapporto Idos_ dossier statistico immigrazione 2025
