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Centri estivi, Cisl Scuola ER: “Positivo sostenere le famiglie, ma attenzione alla ripresa delle attività scolastiche”

Battistelli: “Le scuole sono già aperte al territorio durante la sospensione delle attività. Il prolungamento a settembre va monitorato per evitare criticità su spazi e personale”

Luca Battistelli

(Bologna, 29 agosto 2026) Tra qualche giorno in Emilia-Romagna partirà la sperimentazione “La scuola che riparte insieme”, che dal 31 agosto al 14 settembre coinvolgerà 42 Comuni e oltre 150 istituti scolastici, offrendo ai bambini attività educative, sportive, culturali e ricreative nei giorni che precedono l’avvio del nuovo anno scolastico.
“La necessità di sostenere le famiglie e trovare risposte ai loro bisogni è evidente e la sperimentazione regionale rappresenta un’iniziativa che guardiamo con interesse – evidenzia Luca Battistelli, segretario generale regionale CISL Scuola Emilia-Romagna –. Proprio perché si tratta di una sperimentazione, riteniamo importante seguirne con attenzione l’attuazione e valutarne gli effetti anche dal punto di vista dell’organizzazione scolastica.”
La CISL Scuola sottolinea infatti come l’utilizzo degli edifici scolastici per attività extrascolastiche non sia una novità. Durante i periodi di sospensione delle attività didattiche, le scuole sono da anni utilizzate per ospitare centri estivi, attività sportive, culturali ed educative, attraverso la collaborazione tra Comuni, associazioni, cooperative, società sportive e altre realtà del territorio.
“Le scuole sono già normalmente spazi aperti alle comunità durante la sospensione delle attività didattiche – prosegue Battistelli –. Non siamo quindi contrari all’utilizzo degli edifici scolastici per attività rivolte ai bambini e ai ragazzi. Anzi, crediamo che la collaborazione tra scuola e territorio sia importante e debba essere valorizzata.”
“Quello che cambia con questa sperimentazione – continua Battistelli – è il periodo nel quale viene utilizzato lo spazio scolastico. La fine di agosto e i primi giorni di settembre non sono normalmente assimilabili agli altri periodi di sospensione, perché nelle scuole si concentra una parte significativa delle attività necessarie alla preparazione della ripresa: sistemazione degli ambienti, pulizie, organizzazione degli spazi e predisposizione degli edifici per accogliere nuovamente studenti e lavoratori.”
Per questo la CISL Scuola Emilia-Romagna seguirà con attenzione l’attuazione della sperimentazione, verificando che l’utilizzo prolungato degli edifici scolastici non determini criticità nella preparazione dei plessi e nella ripresa delle attività didattiche.
“Dovremo prestare particolare attenzione alla gestione degli spazi e al personale scolastico – spiega Battistelli – affinché le attività extrascolastiche non interferiscano con la preparazione dei plessi, le pulizie, la sicurezza e tutte le attività necessarie alla regolare ripresa dell’anno scolastico.”
“La nostra posizione è chiara: sostenere le famiglie è positivo e la scuola deve continuare a essere parte della comunità. Ma apertura al territorio non significa mettere in secondo piano le esigenze della scuola. Questa sperimentazione può essere un’occasione utile per capire come costruire un modello efficace e sostenibile, nel quale scuola, Comuni e realtà del territorio collaborino nel rispetto dei propri ruoli.”
“Le scuole possono essere luoghi aperti alla comunità anche oltre l’attività didattica, come già avviene in tanti territori. Ma perché questa collaborazione funzioni, deve esserci equilibrio tra le esigenze delle famiglie, quelle del territorio e le necessità della scuola, garantendo le condizioni per una regolare e ordinata ripresa dell’anno scolastico.”

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Ufficio Stampa