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Agenda politica, monito di Pieri: “I temi della contrattazione sociale non devono passare in secondo piano”

(Bologna, 18 luglio 2026) “Troppo spesso, in maniera colpevole, nell’agenda politica le sfide fondamentali da affrontare per garantire uno sviluppo coerente dei territori, come l’invecchiamento della popolazione, le grandi trasformazioni del lavoro, le fragilità sociali o i nuovi bisogni di cura, passano in secondo piano nell’agenda politica a vantaggio della contingenza. Sfide che fanno parte di quella contrattazione sociale che il sindacato ogni giorno porta avanti attraverso il confronto con Regioni, Comuni, Province ed enti di programmazione interterritoriali e che, ancor più in momento particolarmente difficile come questo, hanno l’ambizione di garantire equità e coesione sociale, di non lasciare indietro nessuno“.

Così questa mattina Filippo Pieri, nella puntata de “La finestra sui fatti”, la rubrica settimanale che va in onda ogni sabato su Radio Flyweb, dove ha parlato di occupazione, di legalità, ma soprattutto dei temi legati alla contrattazione sociale. Confronto stimolato dalla bella iniziativa della Cisl e della Fnp nazionali, che si è tenuta in settimana a Roma con la presentazione del Rapporto  Contrattazione Sociale 2026 dal titolo “Contrattare e partecipare per programmare e dare forma sociale allo sviluppo dei territori“.

Un ambito che, come sottolinea l’analisi cislina, in Italia raccoglie altre oltre 700 accordi, di cui uno su quattro in Emilia-Romagna, interessando più di 1600 Comuni, ciò significa benefici in termini di servizi o di agevolazioni fiscali per circa 18 milioni di abitanti,  il 30% della popolazione nazionale.

Passare, nella seconda parte dell’intervista di Matteo Cimatti, dalla condizione dei territori all’occupazione, specie dopo i dati 2025 presentati da Unioncamere ER nei giorni scorsi, è parso conseguenziale. “Due temi – ha sottolineato il segretario generale della Cisl – che sono inevitabilmente strettamente connessi. Tant’è che se un territorio cresce e produce ricchezza, è evidente che ne beneficerà tutta la comunità con migliori servizi e  fiscalità generale più equa”.

Un quadro generale da cui risulta un Emilia-Romagna tuttora con livelli di occupazione molto alti rispetto al resto della penisola, sebbene il ritmo di crescita dell’occupazione abbia mostrato una progressiva e preoccupante decelerazione rispetto ad altre regioni, come ad esempio la Lombardia e il Veneto. “A preoccupare molto – prosegue il numero uno di via Milazzo – è in particolare il settore manifatturiero, trend che induce a fare un’analisi approfondita, come peraltro diciamo da tempo, sulla qualità del lavoro. Specie se l’occupazione cresce in settori a basso contenuto reddituale e diminuisce in quelli che producono molta ricchezza”.

“E’ del tutto evidente – prosegue Pieri – la necessità di mettere in campo politiche industriali adeguate insieme a politiche energetiche altrettanto efficaci, la cui palese carenza sta frenando il nostro settore manifatturiero, mentre crescono servizi, logistica, ristorazione e turismo, che purtroppo hanno spesso livelli reddituali bassi. Ci auguriamo che con la sottoscrizione del nuovo ‘Patto per il lavoro, il clima e l’economia sociale‘ si possano promuovere, insieme, iniziative di prospettiva, di sviluppo e crescita per i prossimi anni”.

Infine, nell’ultima parte dell’intervista concessa all’emittente radiofonica, il sindacalista ha ribadito la soddisfazione per la sentenza sul processo “Radici” pronunciata pochi giorni fa dalla Corte di Appello di Bologna. Processo che riguarda le infiltrazioni della ‘ndrangheta calabrese nel settore alberghiero e dolciario della riviera romagnola e in cui la Cisl Emilia Romagna si è costituita parte civile. “Soddisfazione per la sentenza – ha concluso – che però va di pari passo con la preoccupazione per il ripetersi di questi fenomeni di infiltrazioni mafiose nei nostri territori. Accadimenti che ci devono indurre a tenere alta l’attenzione anche in futuro”.

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