(Bologna,13 luglio 2026) La Cisl Emilia-Romagna esprime soddisfazione per la sentenza pronunciata oggi dalla Corte di Appello di Bologna sul processo “Radici”. Sentenza che di fatto ha confermato l’impianto accusatorio contenuto in quella di primo grado del gennaio 2025, svelando gli investimenti illeciti della ‘ndrangheta calabrese nel settore alberghiero e dolciario della riviera romagnola.
“Il processo Radici, in continuità con Aemilia, Grimilde e Perseverance, ci conferma come le mafie abbiano saputo infiltrarsi nell’economia legale per investire i profitti dei loro traffici illeciti. Una penetrazione che compromette fortemente il tessuto economico e sociale della nostra regione, con i lavoratori e le lavoratrici costretti a pagare un caro prezzo per la continua violazione dei propri diritti”, ha dichiarato subito dopo il pronunciamento il segretario generale Cisl ER Filippo Pieri.
“La partecipazione della Cisl Emilia Romagna come parte civile a questo ennesimo processo penale ribadisce l’impegno di un’organizzazione sindacale che da decenni opera attivamente sul territorio contro la criminalità organizzata e nello stesso tempo dà voce a chi non può averla perché terrorizzato dall’essere esposto in solitudine alle violenza e alla prepotenza dei clan”, ha continuato.
Infine, il dirigente Cisl, nel ribadire ancora una volta il “massimo impegno sul fronte legalità”, ha ricordato come questo elemento sia “una fondamentale precondizione che deve favorire una necessaria comunione d’intendi tra istituzioni, parti sociali, aziende e professionisti per tenere alta la guardia contro questo devastante fenomeno. Legalità e dignità del lavoro non si possono piegare alla criminalità organizzata”.

